CampaniArchitetti chiede al Governo l'annullamento delle scadenze fiscali per il 2020

CampaniArchitetti, associazione costituita nel febbraio 2007 con atto notarile, nata dalla volontà di un gruppo di architetti di discutere ed analizzare le tematiche inerenti allo stato e alla natura della professione, a seguito degli effetti sempre più devastanti prodotti dal coronavirus, chiede al Governo ed alle istituzioni l’annullamento delle scadenze fiscali per il 2020. 

“Per chi da anni contrasta sempre più eroicamente le difficoltà nella libera professione, con corse forsennate per ottemperare a tutti i doveri fiscali, il 2020 si è rivelato un anno terribile.
 
Tra chiusure, zone rosse e tutte le misure necessarie per contrastare gli effetti del covid, le occasioni di lavoro si sono drasticamente contratte, mettendo ancor di più in ginocchio un comparto che, è bene ricordarlo, non beneficia di alcun ammortizzatore sociale a differenze di altre categorie”, dichiara il VicePresidente, l’arch. Antonio Sassone.
 
“Ecco perché chiediamo al Governo di porre in essere quanto necessario per decretare un “anno fiscale zero”, annullando il versamento contributivo per il 31 dicembre. 

Ci auguriamo che anche gli altri organi rappresentativi si accodino a quest’appello e che il Premier Conte, il Consiglio dei Ministri diano risposte quanto prima, per dare un po’ di speranza in questo “annus horribilis”, chiosa il VicePresidente.

CampaniArchitetti: SUPERBONUS 110% - stop al ribasso per i professionisti

CampaniArchitetti è contro lo sciacallaggio sulle prestazioni professionali per il Superbonus 110%.

“Ci arrivano segnalazioni da tutt’Italia di un modus operandi a dir poco disdicevole. Imprese e società che propongono pacchetti per gli interventi, comprensivi di tecnici, ai quali vorrebbero riconoscere trattamenti economici a dir poco irrisori” – dichiara l’arch. Antonio Sassone, VicePresidente dell’associazione. 

CampaniArchitetti critica l'art. 10 del DL Semplificazioni

CampaniArchitetti esprime forti perplessità, associandosi alle riflessioni di alcuni Ordini ed enti rappresentativi, in merito all’emendamento contenuto nel DL Semplificazioni (art. 10), dove viene esteso il divieto di demolizione e ricostruzione nei centri storici, anche degli edifici di poco pregio e valore. 

“Estendere tale divieto denota non solo una preoccupante e scarsa conoscenza della materia ma, dato ancora più rilevante, una totale assenza di strategia di sviluppo e rigenerazione urbana” – dichiara l’arch. Antonio Sassone, VicePresidente dell’associazione. 

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